Rapporti fra il teen drama televisivo e il cult-movie adolescenziale "Fucking Amal" di Lukas Moodysson

Bibliografia consultata: Aldo Grasso, "Buona Maestra. Perchè i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri", editore Mondadori (collana Strade Blu)
L’obiettivo di questo articolo è di scandagliare alla luce dell’analisi dei telefilm statunitensi condotta da Grasso nel saggio Buona maestra, taluni punti di continuità e di discontinuità, soprattutto sul piano dell’immaginario coinvolto, fra il film Fucking Amal e un determinato genere di fiction televisiva statunitense, quello dei teen drama, assumendo poi per quest’ultimo, quale specifico riferimento testuale di raffronto, il telefilm Dawson’s creek.
Il teen drama viene definito da Grasso quale un genere di fiction televisiva espressamente dedicato ad un pubblico adolescenziale che, al contempo, presenti storie riguardanti principalmente il mondo degli adolescenti stessi. Il genere si sviluppa a partire dagli anni ’90 e include fra le varie produzioni quella di Dawson’s creek, datata 1998-2003.
Fucking Amal è uscito nelle sale cinematografiche nel 1998 e costituisce dunque una produzione coeva a quella di Dawson’s creek. Il film si occupa anch’esso di tematiche relative all’adolescenza. Ambientato nella cittadina svedese di provincia menzionata nel titolo (Amal, appunto), il film narra il difficile coronamento della storia d’amore omosessuale fra due ragazze, l’emarginata Agnes e la più estroversa Elin, contestualizzata all’interno di un universo antropologico giovanile assai omologato e poco rispettoso della diversità, dove maldicenze, indiscrezioni e pettegolezzi risultano all’ordine del giorno.
Ritengo che il film possa classificarsi quale prodotto mediale “di culto” stante in primo luogo la qualità dell’apprezzamento del pubblico europeo riscosso da questa piccola produzione svedese, nonostante le relative difficoltà di distribuzione incorse in paesi (quali l’Italia) diversi da quello d’origine; tale apprezzamento è peraltro documentabile su vari siti web (anche in lingua italiana) dai numerosissimi commenti entusiastici di certe fasce di pubblico evidentemente appassionate.
In secondo luogo, mi pare che il testo filmico di per se stesso si presti a fenomeni di fruizione “di culto” dal momento che, nell’accostarsi nella narrazione a determinate questioni sociologiche (principalmente l’emarginazione, anche sessuale, di numerosi adolescenti d’oggi), pare operare, come tenterò poi di spiegare, in modalità di sicura seduzione e suggestione nei confronti di quelle stesse fasce sociali che vivono in prima persona suddette questioni (gli adolescenti emarginati).
Seguendo i connotati salienti del genere del teen drama enumerati da Grasso nel saggio citato, vediamo ora se è possibile riscontrare delle affinità più o meno penetranti fra suddetto genere ed il cult-movie preso in esame.
Indubbiamente, come si è già notato, sia l’uno che l’altro vedono i relativi plot concentrarsi su vite di adolescenti. Non è però ravvisabile in Fucking Amal l’enucleazione tematica della figura di quello che Grasso chiama “gruppo dei pari”, un gruppo di giovani amici segnato da un forte senso d’appartenenza e da solidi legami affettivi che leghino i singoli componenti; qualsiasi forma di gruppo amicale riscontrabile nel film risulta attraversata da marcate conflittualità interne e viene nettamente connotata quale fonte negativa di omologazione e di castrazione individuale; in maniera diametralmente opposta, i teen drama qualificherebbero invece il gruppo di amici quale una delle emergenze più positive dell’esperienza di vita adolescenziale oggetto dei vari plot.
Parimenti in Fucking Amal non si riscontra nessuno degli intenti pedagogici che connoterebbero i teen drama; emergono certamente nel film numerose tematiche socialmente scottanti quali l’abuso giovanile di alcol, la scarsa apertura degli adolescenti alla diversità (anche sessuale), i conflitti e soprattutto le radicali incomprensioni generazionali fra figli e genitori, ma queste tematiche non vengono trattate mai con toni moralistici ed esplicite finalità educative.
Infine, per quanto concerne il rilievo dato dai teen drama alle tematiche della crescita dell’adolescente e della formazione della relativa identità individuale, c’è da notare che, se è vero ciò che Grasso nota circa la tensione alla “normalità” manifestata dagli adolescenti dei teen drama nel relativo percorso formativo, opposta è invece la soluzione finale optata dalle due protagoniste di Fucking Amal, segnata, come pare, dalla “diversità” sul piano sia sociale che sessuale rispetto all’omologato e asfittico universo della scuola.
Stanti queste notazioni, sarebbe semplice concludere che il cult-movie preso in esame, nella relativa carica di acidità e di anticonformismo, non si leghi in nulla all’immaginario più o meno spensierato e conciliante dei teen drama.
Personalmente ritengo invece si possa rintracciare una sottile linea di continuità fra un film del genere e il citato genere di fiction televisiva. Suddetta linea di continuità non andrebbe certamente ravvisata sul piano meramente formale delle soluzioni di regia dei singoli prodotti audiovisivi (laddove si riscontrerebbero, ad esempio, differenze enormi fra la trascuratezza estetico-stilistica nella gestione delle singole inquadrature all’interno di una produzione seriale quale Dawson’s creek, e la raffinatezza del disegno di una messa in scena che sappia abilmente introdurre istanze espressive ed estetizzanti all’interno di uno stile di ripresa “sporco”, da filmato quasi amatoriale in Fucking Amal).
Piuttosto, l’eventuale linea di continuità andrebbe rivenuta nei punti di contatto fra l’immaginario disegnato dal cult-movie preso in esame e quello disegnato dal teen drama, in riferimento in particolare alle modalità con cui determinati contenuti tematici di uno e dell’altro vengano modellati sul desiderio, su voluttuose e fantasmatiche proiezioni mentali individuali ascrivibili a determinate tipologie di giovani spettatori; detti contenuti si diversificano certamente qualora si parli di Fucking Amal o di teen drama ma, in tutti e due i casi, risultano idonei ad assicurare una pronta e salda identificazione del pubblico nelle dinamiche e nei personaggi del plot, proprio in virtù del comune e diretto legame istaurato con intime, più o meno pruriginose e scopofile fantasie adolescenziali, tanto diffuse da acquisire una loro rilevanza sociologica.
Sotto questo profilo Fucking Amal verrebbe a rappresentare in un certo senso la versione “alternativa” (rivolta cioè ad un target adolescenziale precipuamente connotato sul piano dell’emarginazione sociale e del rabbioso e feroce risentimento rivolto contro i relativi coetanei) del teen drama, versione tendenzialmente coerente, sotto il profilo delle dinamiche dell’immaginario, alle modalità di seduzione dello spettatore disegnate dal teen drama stesso.
Lasciando sullo sfondo l’analisi di Grasso sui connotati distintivi del teen drama, mi soffermerei dunque sull’analisi condotta sempre da Grasso sulla specifica fiction televisiva Dawson’s creek. Il tratto distintivo della serie sembrerebbe essere l’atteggiamento essenzialmente autoriflessivo dei personaggi emergente dall’azione, per lo più dialogica, descritta nel telefilm. L’azione diegetica del telefilm vede infatti per lo più due o più soggetti del plot dialogare, manifestando ognuno di essi una propensione all’esposizione (piuttosto piatta) dei propri percorsi cerebrali di riflessione (trascuriamo se e quanto sfaccettata e penetrante) riguardo ai propri intimi crucci e stati emozionali (trascuriamo se e in che misura intensi e densi di peculiarità e di problematiche di rilievo).
Aggiungerei poi due ulteriori tratti distintivi della serie, più o meno direttamente riconducibili a quanto da Grasso è stato notato: in primo luogo una certa propensione all’oscenità e, in secondo luogo, un tendenziale atteggiamento, sostanzialmente conciliatorio, che escluda ogni forma rilevante di aggressività e di conflittualità operante nelle relazioni fra i personaggi principali e, conseguentemente, nel rapporto intercorrente fra il testo medesimo e il pubblico di riferimento (che con detti plurimi personaggi si identifica).
Dawson’s creek mi pare in particolare un telefilm “osceno” nella misura in cui il giovane spettatore viene introdotto direttamente e senza indiscrezioni alle evoluzioni sentimentali ed emotive in corso nell’intimità dei personaggi, dal momento che questi ne fanno, come nota Grasso, esplicito, continuo e principale argomento di conversazione.
In secondo luogo il telefilm parrebbe frenare il destabilizzante impatto emozionale sul pubblico di conflitti emergenti fra i personaggi principali all’interno della diegesi, proprio perché, nelle liti, ad ogni personaggio principale è concesso prima o poi e più o meno pacatamente di spiegare le proprie ragioni, riconducendo detti conflitti ad un mero e raffreddato scandaglio cerebrale delle proprie istanze interiori, portato avanti nel dialogo, alternatamene, ora da un personaggio, ora da un altro.
Ad attestare dunque la presenza di quella sottile linea di continuità ricercata fra teen drama e il film Fucking Amal, ritengo sia proprio l’assoluta rilevanza all’interno delle dinamiche dell’immaginario disegnate dal cult-movie preso in esame, di due dei tre connotati citati della fiction Dawson’s creek (declinati però, all’interno del film, in maniera leggermente differente e forse con minore esplicitezza); si tratta dei connotati che hanno più a che vedere con la sociologia e che, probabilmente, risultano più facilmente riconducibili al complessivo genere dei teen drama: la propensione all’oscenità e l’assenza di forme lesive di conflittualità nella dialettica instaurata fra testo e pubblico (improntata, soprattutto nel caso di Fucking Amal, alla più supina condiscendenza esercitata dall’immaginario testuale nei confronti delle peculiari istanze del pubblico di riferimento).
Quanto al pubblico di riferimento, è bene ricordare che nel caso di Fucking Amal non ci si rivolge alla platea “generalista” e indifferenziata dei teenager considerati nel loro complesso, ma (primariamente) ad una specifica e più o meno estesa sezione distinguibile all’interno della stessa, una “nicchia” ben consapevole e forse in alcuni casi orgogliosa del proprio principio di individuazione: quella degli adolescenti emarginati e, se è possibile, ferocemente risentiti nei confronti dei relativi coetanei maggiormente inseriti nelle dinamiche di gruppo dalle quali essi rimarrebbero, in misura ora maggiore ora minore, coattivamente esclusi.
Suddetta nicchia presenta evidentemente istanze del tutto particolari per quanto riguarda la fruizione di prodotti audiovisivi che rappresentino da vicino l’adolescenza; soprattutto non sopporta che l’adolescenza venga narrata quale un’età complessivamente ridente e spensierata, ed accoglie benevolmente i dovuti rinvii alle forme lesive di conflittualità operanti fra ragazzi, dalle quali essa si sentirebbe più o meno indelebilmente scottata.
Queste ultime notazioni spiegano in parte, abbastanza chiaramente, come le dicotomie che investono le tematiche inerenti alla rappresentazione dell’adolescenza ravvisate fra il genere televisivo del teen drama e il film Fucking Amal, possano essere ricondotte e diano esito a un eguale atteggiamento da parte dei testi stessi di supina condiscendenza nei confronti del giovane pubblico cui sono espressamente dedicati i singoli prodotti audiovisivi: gli spettatori di Fucking Amal sentono sublimare le relative frustrazioni dall’emergere tumultuoso dei conflitti all’interno della diegesi, quelli di Dawson’s creek preferiscono minimizzare sulle relative linee d’ombra grazie all’accorto dosaggio della temperatura e dell’escandescenza dei contrasti in cui vedono schierati, l’uno contro l’altro, i relativi beniamini del piccolo schermo.
Non si riscontrerebbe però in Fucking Amal tanta condiscendenza nei confronti del pubblico di nicchia or ora individuato, se l’immaginario del film si limitasse a concentrare l’attenzione su determinate tipologie di beghe scolastiche. Interviene dunque a svolgere un ruolo centrale all’interno delle dinamiche di seduzione messe in moto dall’immaginario testuale, la già citata dimensione dell’“osceno”, e dunque la rilevanza che assumono pruriginose fantasie socialmente diffuse (fra gli adolescenti) nell’informare i contenuti tematici ravvisabili nel disegno del plot.
Abbiamo visto come detta oscenità si declini in Dawson’s creek in una continua ed esplicita violazione ed invasione di campo da parte della sceneggiatura, e dunque degli spettatori, nei confronti della privata interiorità dei personaggi, vincolati dagli autori, nelle sequenze dialogiche, a sbandierare ai quattro venti i propri intimi pensieri del momento. In Fucking Amal le pruriginose fantasie stuzzicate nel giovane pubblico di riferimento non si ricollegano però alla possibilità indiscreta e scopofila di leggere la mente ed accedere all’intimità dei relativi coetanei, quanto piuttosto alla possibilità di vedere materializzati dalla diegesi le peculiari, relative ed erotiche rappresentazioni mentali immaginarie. Il film narrerebbe dunque in definitiva la realizzazione del classico sogno di Cenerentola, rapportato però al contesto e alle dinamiche relazionali adolescenziali e liceali: nella fattispecie, il sogno adolescenziale, da ritenere facilmente riscontrabile in chi risulta emarginato dai coetanei all’interno della scuola, di far innamorare l’attraente e pressoché sconosciuta ragazza compagna di liceo, personaggio nella scuola a tutti noto e popolare, sogno pure declinato nelle aspettative di una presa di consapevolezza da parte di detta ragazza degli orrori e del conformismo che connoterebbero l’universo antropologico della scuola.
Il dato poi che la suddetta storia d’amore sia omosessuale si rivela assai funzionale al coinvolgimento emozionale ed al richiamo all’identificazione esercitati dal film nei confronti del giovane pubblico di riferimento, sentendosi quest’ultimo, a torto o a ragione, pure segnato dalla diversità.
Articolo già pubblicato su Cinemaplus
